In Breve

Qual è l'obiettivo dei contratti di filiera?
Favorire progetti di investimento integrati nel settore turistico.
Quali sono le proposte per semplificare il settore?
Introdurre regole più semplici e un decreto di semplificazioni sul turismo.
Qual è la visione per il turismo entro il 2030?
Un turismo più destagionalizzato, competitivo, digitale e sostenibile.

Rivoluzione nell’Industria dell’Ospitalità: Contratti di Filiera e Semplificazioni per un Turismo 4.0

Massimo Caputi, presidente di Federturismo Confindustria dal 11 giugno, ha lanciato un ambizioso progetto volto a trasformare l’industria dell’ospitalità italiana in un modello 4.0, puntando su una maggiore competitività e una semplificazione delle normative per facilitare le imprese nel settore turistico. Con una quota di arrivi dall’estero che ha raggiunto il 55%, l’Italia si conferma tra le destinazioni più attrattive al mondo. Tuttavia, la crescita del turismo italiano è inferiore a quella di alcuni competitor del Mediterraneo, come la Spagna, che ha registrato un incremento del 7%, mentre Roma si attesta su un +4%. Questo scenario evidenzia l’urgenza di adottare misure strategiche per consolidare il vantaggio competitivo del Paese.

Caputi sottolinea la necessità di accelerare su investimenti, innovazione, sostenibilità e destagionalizzazione. È cruciale valorizzare le aree meno sviluppate, considerando che il 90% dei turisti si concentra nel 10% del territorio, lasciando ampi margini per distribuire i flussi turistici e contrastare il fenomeno dell’overtourism.

Tra le proposte operative, spicca la semplificazione normativa. Le imprese del settore chiedono regole più chiare, tempi certi e un’amministrazione pubblica che supporti gli investimenti. Federturismo sostiene l’implementazione di un decreto di semplificazioni sul turismo a “costo zero”, mirato a superare le stratificazioni normative che si sono accumulate nel tempo. Sebbene queste proposte siano state accolte dal ministro del Turismo e dal Governo, Caputi avverte che la vera sfida sarà l’attuazione pratica delle riforme.

Un altro strumento centrale nel progetto di Caputi sono i “contratti di filiera”, introdotti con la Legge di bilancio 2026. Questi contratti sono pensati per favorire progetti di investimento integrati tra strutture ricettive, società di trasporto, imprese culturali, organizzatori di eventi, ristorazione, commercio e servizi. L’obiettivo è generare economie di scala e aumentare la competitività del settore. Per garantire il successo di questi contratti, è fondamentale adottare procedure semplici, criteri chiari e tempi rapidi, evitando sovrapposizioni e ritardi burocratici che in passato hanno ostacolato l’implementazione di iniziative innovative.

Federturismo propone che il “contratto di filiera” diventi uno strumento permanente, finanziato con almeno il 20% del gettito della tassa di soggiorno, il cui introito nel 2026 è previsto superare i 1,4 miliardi di euro. Questo approccio permetterebbe di reinvestire parte delle risorse generate dal turismo per aumentare ulteriormente la competitività del settore.

Dal punto di vista strategico, il turismo è considerato una priorità industriale nazionale. Confindustria ha affidato la responsabilità del settore al vicepresidente Leopoldo Destro, il quale ha delineato proposte a medio termine che includono strumenti finanziari innovativi, il ricorso a progetti di comune interesse europeo (IPCEI) e la collaborazione con soggetti come Cassa Depositi e Prestiti, attualmente marginali nel comparto.

La visione prospettica per il 2030 prevede un turismo più destagionalizzato, competitivo, digitale e sostenibile, capace di creare valore diffuso, attrarre investimenti e innovazione, e generare maggiore valore per imprese, lavoratori e territori.