In Breve

Qual è l'impegno di Jindal riguardo all'ex Ilva?
Jindal conferma l'acquisizione dell'ex Ilva, subordinandola alla realizzazione di un nuovo forno carbon free.
Cosa prevede il decreto della Corte d'Appello di Milano?
Il decreto ordina la chiusura dell'area a caldo entro 90 giorni a causa di amianto e polveri sottili.
Qual è la posizione del Governo italiano?
Il Governo ha deciso di erogare ulteriori 100 milioni per garantire la continuità operativa dell'ex Ilva.

Il gruppo indiano Jindal ha ufficialmente confermato il proprio impegno nell’acquisizione dell’ex Ilva di Taranto, un passo cruciale per il futuro dell’acciaieria e della comunità locale. L’operazione comprende sia l’area a caldo che quella a freddo, ma è subordinata alla definizione di accordi specifici, tra cui la realizzazione di un nuovo forno carbon free nel sito.

Questa dichiarazione arriva in un momento delicato, dopo il decreto emesso il 27 luglio dalla Corte d’Appello di Milano, che ha ordinato la chiusura dell’area a caldo entro 90 giorni a causa della presenza di amianto e delle preoccupanti emissioni di polveri sottili. In risposta a queste problematiche, il Governo italiano ha deciso di erogare ulteriori 100 milioni di euro all’azienda, prelevandoli dal plafond di 390 milioni di euro del prestito ponte autorizzato dalla Commissione Europea. Questa misura si aggiunge alle precedenti tranche di 149 e 100 milioni già concesse, tutte destinate a garantire la continuità operativa dell’impianto.

Palazzo Chigi ha annunciato che il Consiglio dei ministri confermerà l’ulteriore somma necessaria in attesa del completamento della cessione dell’area a freddo. Per discutere le modalità di cessione a Jindal e la gestione della situazione dopo il provvedimento della magistratura, è previsto un vertice a Palazzo Chigi che coinvolgerà ministri, commissari delle amministrazioni straordinarie e rappresentanti sindacali.

Nel frattempo, il fondo americano Flacks Group ha rilanciato la propria candidatura per l’acquisizione dell’ex Ilva, presentando un piano che prevede la creazione di un nuovo complesso siderurgico basato su forni elettrici. Questo progetto ambizioso prevede una riduzione della capacità produttiva da 2,5 a 4,6 milioni di tonnellate e una diminuzione delle emissioni di CO2 superiore al 50%, con la possibilità di arrivare fino all’86% grazie all’impiego di idrogeno. Tuttavia, Flacks ha ricevuto critiche per non aver dimostrato le garanzie finanziarie richieste.

I presidenti della Regione Puglia, della Provincia di Taranto e il sindaco di Taranto hanno espresso la necessità di una responsabilità condivisa e di una collaborazione istituzionale. Hanno sollecitato il Governo a convocare un tavolo interministeriale per elaborare proposte che, nel rispetto delle decisioni della magistratura, possano tutelare la salute della popolazione e garantire il futuro occupazionale dei lavoratori coinvolti.