In Breve

Qual è la posizione di Elly Schlein sulle primarie?
Elly Schlein insiste sulla necessità di primarie per la leadership del PD.
Cosa teme il PD riguardo a un confronto diretto con il M5S?
Il PD teme che un confronto diretto con Giuseppe Conte possa portare a più macerie che voti.
Quali sono le proposte per evitare uno scontro diretto?
Sono state avanzate proposte come l'idea di una figura simbolica, ma risultano deboli.

Elly Schlein, leader del Partito Democratico (PD), non mostra segni di cedimento nella sua richiesta di primarie per la scelta della leadership. Mentre nel partito cresce il timore che un confronto diretto con Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle (M5S), possa portare a più “macerie che voti”, la segreteria del PD mantiene una posizione chiara: «O si fanno le primarie o va avanti chi prende più voti».

Dal canto suo, il M5S esclude che la leadership possa andare automaticamente al partito che ottiene un voto in più. Anche all’interno del cerchio di Conte, la linea sulle primarie rimane ferma. Diverse proposte sono state avanzate per evitare uno scontro diretto, ma risultano deboli. Roberto Speranza ha suggerito, in toni quasi provocatori, l’idea di una figura simbolica, come «un neo diciottenne o un anziano partigiano», proposta che ha suscitato più ironie che consensi e che si inserisce nel contesto del “correntone” legato a Dario Franceschini e Andrea Orlando.

In contrapposizione, Lia Quartapelle difende l’idea dei gazebo, definendo «dannosissima» l’idea di evitarli e rilanciando la formula del doppio turno. Stefano Bonaccini, invece, sposta l’attenzione sul metodo, sostenendo che prima debba essere scritto il programma e solo successivamente si possa procedere ai gazebo. «O, come in tutte le democrazie del mondo, il primo partito esprime la leadership», ha dichiarato, sottolineando l’urgenza di unire le forze per non favorire il ritorno del centrodestra dopo le elezioni.

Tra le ipotesi di nomi terzi circolano quelli di Giorgio Gori, Nicola Zingaretti, Silvia Salis, Gaetano Manfredi, Antonio Decaro e Pier Luigi Bersani. Tuttavia, al momento, nessuna candidatura sembra in grado di chiudere la partita. Prima del voto tra gli iscritti, è fondamentale costruire un terreno di confronto. Riccardo Magi ha chiesto di aprire rapidamente un tavolo sui punti programmatici essenziali, a partire dalla politica estera, per evitare primarie «dilanianti e divisive».

Una prima finestra utile per il confronto potrebbe aprirsi dopo l’appuntamento nazionale del M5S, previsto per il 19 e 20 settembre. Fino all’inizio di ottobre, con ogni probabilità, le carte resteranno coperte.