In Breve

Qual è il progetto H2-Era Green Valley?
È un'iniziativa che prevede la creazione di un data center a impatto zero nell'ex stabilimento Bekaert di Figline Valdarno.
Quali sono le principali attività previste nel progetto?
Il progetto include la produzione di idrogeno verde, agricoltura verticale e allevamenti ittici.
Come sarà alimentato il data center?
Un parco fotovoltaico da 84 megawatt coprirà il 100% del fabbisogno energetico del data center.

Il futuro dell’ex stabilimento Bekaert di Figline Valdarno si tinge di verde grazie al progetto H2-Era Green Valley, che prevede l’integrazione di un innovativo data center a impatto zero. Questa iniziativa, che mira a riqualificare un’area colpita dalla chiusura dello stabilimento nel 2018, è guidata da una cordata di investitori capitanata dalla Ge-Group, una società fiorentina specializzata in ingegneria per le energie rinnovabili.

Il piano di riconversione non si limita alla creazione del data center, ma include anche la produzione di idrogeno verde, agricoltura verticale e allevamenti ittici. Attualmente, il processo autorizzativo è in corso e i lavori non sono ancora iniziati, ma è già stato firmato un memorandum of understanding con Comtel per lo sviluppo del data center, che si propone come il primo esempio di un ecosistema industriale a impatto zero.

I promotori del progetto hanno dichiarato che un parco fotovoltaico da 84 megawatt sarà realizzato per soddisfare il 100% del fabbisogno energetico del data center. L’energia in eccesso sarà utilizzata per un impianto di elettrolisi, destinato alla produzione di idrogeno verde. Inoltre, l’ossigeno generato dall’elettrolisi sarà impiegato in un allevamento ittico a ciclo chiuso per la produzione di salmone, mentre il calore di scarto del data center verrà recuperato per la climatizzazione della vertical farm, creando così un ciclo virtuoso di utilizzo delle risorse.

Le dimensioni del data center sono previste tra i 15.000 e i 25.000 metri quadrati, a seconda delle esigenze degli utilizzatori. Tuttavia, al momento non sono disponibili informazioni dettagliate sull’investimento necessario e l’accordo definitivo non è ancora stato sottoscritto. Nonostante ciò, i promotori sono fiduciosi che il progetto rappresenti un nuovo paradigma di sviluppo industriale, dove infrastrutture digitali, produzione energetica, sicurezza alimentare e rigenerazione territoriale coesistono in un unico ecosistema.

Mattia Conti, direttore generale di Comtel, ha sottolineato la crescente domanda di data center, evidenziando la necessità di partner capaci di gestire progetti complessi in modo integrato. Federico Parma, CEO di H2-Era Green Valley, ha affermato che sviluppare un data center a impatto zero all’interno di un’area industriale dismessa dimostra come sia possibile generare energia, cibo e innovazione tecnologica, aprendo la strada a nuove opportunità lavorative.