In Breve

Quali sono i risultati finanziari di Snam nel primo semestre 2026?
Snam ha registrato un EBITDA di 1,6 miliardi, un utile netto adjusted di 733 milioni e ricavi di 2,02 miliardi.
Qual è la nuova guidance sul debito di Snam?
La nuova guidance sul debito di Snam è di 18,9 miliardi di euro, migliorata di 100 milioni rispetto al target precedente.
Qual è il livello di riempimento degli stoccaggi di Snam?
Il livello di riempimento degli stoccaggi di Snam è stato indicato al 75% a fine luglio.

Snam ha chiuso il primo semestre 2026 con risultati finanziari robusti, che hanno portato a una revisione al rialzo della guidance sull’indebitamento, ora previsto a 18,9 miliardi di euro, un miglioramento di 100 milioni rispetto al target precedente. L’EBITDA è cresciuto del 9,2%, raggiungendo 1,6 miliardi di euro, mentre l’utile netto adjusted ha mostrato un incremento del 2,8%, attestandosi a 733 milioni di euro. I ricavi totali sono aumentati del 9,3%, arrivando a 2,02 miliardi di euro.

Nel periodo, Snam ha effettuato investimenti totali pari a 1,6 miliardi di euro, con un incremento di 491 milioni rispetto al primo semestre del 2025. Tuttavia, l’indebitamento netto a fine semestre è risultato pari a 18,8 miliardi di euro, in crescita di 1,29 miliardi rispetto al 31 dicembre 2025, di cui 913 milioni riconducibili a operazioni non ricorrenti.

“Anche nel primo semestre di quest’anno registriamo risultati solidi, grazie alla resilienza del nostro modello di business, confermando i target economici previsti. Inoltre, la rigorosa disciplina finanziaria ci ha consentito di migliorare il target di indebitamento netto per l’anno in corso, rafforzando ulteriormente la nostra flessibilità nella gestione del capitale”, ha dichiarato l’amministratore delegato Agostino Scornajenchi.

Scornajenchi ha anche evidenziato l’aumento degli investimenti a sostegno della sicurezza energetica nazionale, della diversificazione degli approvvigionamenti e dell’integrazione del sistema europeo. L’azienda si è posta l’obiettivo di raggiungere un livello di riempimento degli stoccaggi del 90% della capacità massima entro la fine del 2026; attualmente, il livello di scorte è stato indicato al 75% a fine luglio.

Durante il primo semestre, Snam ha immesso nella rete nazionale di trasporto 32,47 miliardi di metri cubi di gas, registrando una lieve diminuzione dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Tuttavia, la domanda di gas in Italia è aumentata a 33,08 miliardi di metri cubi, con un incremento dello 0,4%, trainata principalmente dal settore termoelettrico, che ha visto un aumento del 4,1%.

I volumi di GNL rigassificati dagli asset integralmente consolidati sono stati pari a 5,32 miliardi di metri cubi, con un incremento del 2,29% rispetto al primo semestre 2025, grazie in particolare all’impianto FSRU di Ravenna e all’inclusione di OLT nel perimetro di consolidamento da marzo 2026. Le importazioni totali di GNL in Italia nel semestre hanno raggiunto 10,5 miliardi di metri cubi, con un aumento del 5% e 110 discariche presso i cinque terminali nazionali.

La capacità complessiva di stoccaggio gestita da Snam, comprensiva dello stoccaggio strategico, è risultata pari a 18,2 miliardi di metri cubi, la più alta in Europa. I volumi movimentati nello stoccaggio sono stati 9,69 miliardi di metri cubi, in calo del 18,4% rispetto al 2025, a causa di minori erogazioni e iniezioni.

Le scorte presenti negli stoccaggi del gruppo al 30 giugno ammontavano a 12,22 miliardi di metri cubi, con un livello di riempimento a fine giugno intorno al 67%, superiore di 18 punti percentuali rispetto alla media europea. A fine luglio, il livello di riempimento è stato indicato al 75%, contro il 55% della media europea.

“È necessario, tuttavia, che gli altri Paesi accelerino l’accumulo di scorte sui propri siti in vista dell’inverno. Gli stoccaggi restano una condizione necessaria ma non sufficiente: contano allo stesso modo la continuità delle forniture, la capacità di rigassificazione e la flessibilità della rete”, ha concluso Scornajenchi.