In Breve
- Perché i data center non rendono pubblici i loro consumi?
- Molti data center non rendono pubblici i loro consumi di energia e acqua a causa di clausole di riservatezza richieste dall'industria.
- Qual è la situazione nei Paesi Bassi riguardo alla trasparenza?
- Nei Paesi Bassi, solo 44 su 186 data center hanno reso noti i loro consumi elettrici e 47 i consumi idrici.
- Cosa prevede la Convenzione di Aarhus?
- La Convenzione di Aarhus garantisce il diritto di accesso alle informazioni ambientali e la partecipazione pubblica nelle decisioni.
Un’indagine recente ha messo in luce una preoccupante mancanza di trasparenza da parte di molti data center europei riguardo ai loro consumi di energia e acqua. Nonostante le normative comunitarie che mirano a garantire una maggiore chiarezza sui dati ambientali, le informazioni cruciali rimangono spesso inaccessibili al pubblico.
Tra i dati più rilevanti che dovrebbero essere resi pubblici ci sono i consumi di energia e acqua, l’uso di energie rinnovabili, il recupero del calore di scarto e l’efficienza dei sistemi di raffreddamento. Tuttavia, l’accesso a queste informazioni in forma grezza è limitato, rendendo difficile per i cittadini e le autorità locali valutare l’impatto ambientale di queste strutture.
L’Unione Europea ha adottato un approccio che prevede la pubblicazione di etichette di efficienza simili a quelle degli elettrodomestici, piuttosto che fornire i dati grezzi. Questo metodo complica ulteriormente la valutazione degli impatti ambientali, poiché anche i campus iper-scalari, noti per la loro efficienza, continuano a essere significativi consumatori di elettricità e acqua.
Un esempio emblematico è rappresentato dai Paesi Bassi, dove su 186 data center con potenza superiore a 500 kW previsti entro la fine del 2025, solo 44 hanno reso pubblici i loro consumi elettrici e 47 i consumi idrici. Questo rende i Paesi Bassi uno dei paesi più trasparenti in Europa, ma evidenzia anche la scarsa disponibilità di dati in altri Stati membri.
In effetti, tentativi di ottenere informazioni simili in tutti e 27 gli Stati membri dell’Unione Europea hanno spesso incontrato rifiuti. Le autorità locali hanno dichiarato che le informazioni non erano disponibili o erano classificate come riservate. Questo porta a interrogarsi sulla reale volontà dell’industria di garantire trasparenza e responsabilità.
Un aspetto preoccupante emerso dall’indagine è che la Commissione Europea potrebbe aver ceduto a richieste di riservatezza avanzate dall’industria, compromettendo così il diritto dei cittadini ad accedere a informazioni cruciali per la salute ambientale. In risposta a questa situazione, è stata presentata una denuncia ai sensi della Convenzione di Aarhus, che contesta le violazioni delle garanzie relative all’accesso alle informazioni, alla partecipazione pubblica nelle decisioni e all’accesso alla giustizia in materia ambientale.
La questione della trasparenza nei consumi di energia e acqua dei data center è quindi diventata un tema cruciale nel dibattito sull’impatto ambientale delle tecnologie digitali. È fondamentale che i cittadini e le autorità competenti possano accedere a queste informazioni per valutare e mitigare gli effetti delle attività industriali sul nostro ambiente.

