In Breve
- Qual è la nuova minaccia segnalata nel report di HP?
- Software malevoli si spacciano per agenti di intelligenza artificiale per rubare portafogli di criptovalute.
- Come agiscono gli attaccanti?
- Inducono gli utenti a scaricare software dannosi che sostituiscono estensioni legittime per rubare credenziali.
- Quali strategie di sicurezza sono raccomandate?
- Adottare approcci zero-trust per prevenire rischi legati a clic e download non attendibili.
Un recente report trimestrale di HP, basato su dati raccolti tra aprile e giugno 2026, ha messo in evidenza una preoccupante tendenza nel panorama della sicurezza informatica. Secondo il documento, software malevoli si spacciano per agenti di intelligenza artificiale (IA) al fine di indurre gli utenti a scaricare programmi dannosi mirati ai portafogli di criptovalute.
Le campagne di attacco segnalate nel report promuovono falsi agenti di trading basati su IA. Una volta installati, questi software analizzano i browser degli utenti alla ricerca di estensioni per criptovalute come Coinbase e MetaMask. Le estensioni legittime vengono quindi sostituite con versioni contraffatte, progettate per rubare credenziali e svuotare i portafogli digitali.
Parallelamente, gli attaccanti stanno utilizzando tecniche di QR phishing per reindirizzare le vittime dai personal computer a dispositivi mobili meno protetti. Questo avviene attraverso la distribuzione di file PDF con testo oscurato, che richiedono agli utenti di scansionare un codice QR per sbloccare il documento, aggirando così i filtri di rete aziendali.
Il report di HP segnala anche la diffusione del caricatore modulare Phantom Gate, un componente che estende le capacità del malware Phantom Stealer. Commercializzato come strumento per test di penetrazione, questo malware viene utilizzato per scalare le infezioni su vasta scala.
I dati di tracciamento indicano che il 10% delle minacce via email ha superato almeno un filtro di scansione dei gateway. I file eseguibili sono stati il vettore principale nel 40% dei casi, seguiti dagli archivi compressi al 38% e dai documenti PDF al 7,5%.
Patrick Schläpfer, Principal Threat Researcher di HP Security Lab, ha dichiarato che gli attaccanti stanno sfruttando l’adozione di strumenti di IA agentica per creare esche più sofisticate. Queste tecniche rendono la distribuzione del malware più difficile da rilevare, aumentando il rischio di compromissione per le organizzazioni.
Giampiero Savorelli, VP e AD di HP Italy, ha sottolineato l’importanza di far evolvere le strategie di sicurezza con la stessa rapidità dei criminali. Ha raccomandato approcci zero-trust, basati su isolamento e contenimento, per prevenire che clic e download non attendibili si trasformino in rischi. Savorelli ha richiamato l’attenzione sul ruolo di soluzioni come HP Wolf Security nel rafforzare la protezione e la resilienza degli endpoint, dal livello hardware al software e ai servizi.

